Sono rare le persone che riescono ad insegnarti qualcosa di te stesso, o almeno lo sono state nella mia vita.
Quando ti conobbi erano i tempi delle medie; guardando tra le foto del passato serbate gelosemente dal mio cuore posso ancora scorgere quei giorni, vissuti con quell’innocenza negli occhi che stava già iniziando a vacillare.
Poi siamo stati separati, le nostre vite hanno seguito il loro corso su due strade diverse per molti anni, finché non hanno deciso di incontrarsi di nuovo. Ma entrambi eravamo diversi e quei lontani anni apparivano ancor più remoti.
Fu difficile all’inizio, ma la voglia di vivere, la sincerità e quel timidissimo desiderio di ribellione che ti si leggeva negli occhi mi spinsero a cercare ciò che più mi mancava, ciò che la strada che avevo percorso mi aveva fatto perdere.
Tutto questo me lo insegnasti tu, anche se probabilmente non te ne sei mai resa conto. Se riesco a voler bene a delle persone splendide, e se queste persone hanno potuto conoscere un Rici che volesse loro bene e non quell’individuo meschino, insensibile e apatico che ero, è stato perché quel vecchio Rici ha voluto bene a te.
Per quanto si parli sul tuo essere stupida e istintiva, e capace di imparare solo dagli errori, in questa ingenuità sei forse stata una maestra migliore di me.
E per questo, in tal occasione, ti dedico diecimila grazie, nella speranza che la persona che sarai, possa continuare a insegnare, e ad amare.
- Rici.
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