L’aggrinzirsi del tempo, seco porta d’un mare lontano, le onde.
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L’aggrinzirsi del tempo, seco porta d’un mare lontano, le onde.
Freddo l’acciaio sul cuore, pietra langue, ove l’antico splendore, eterno riposa.
Lui e Lei, in cerca di quell’abbraccio, per urlare al mondo il legame sancito dalle loro anime.
La sinfonia dell’ambrosia tace, e quel bacio riecheggia, negli anfratti del cuore, ove la voce dei popoli e delle guerre brama, anche solo un attimo ancora, di quell’eterna passione.
Dallo sfiorarsi di quegli sguardi speciali, Lui e Lei cinsero le proprie anime d’amore.
Alla fine, ciò che rimane, sono gli attimi di quella felicità che il destino ha deciso di non farti avere.
Può il cuore battere così forte provando indifferenza? Ohh, e se non lo fosse? Grida, grida, che nessuno ti sente, mia rosa. Nessuno, solo un tangibile eco riencheggia nel cielo grigio. Sayonara.
Grida! Grida nella notte grigia! Grida affinché possa sfiorarti, o rosa, Effige del dubbio di un tal labile mondo, Batti, ti prego, batti…
Negli infiniti specchi dell’anima vi è il riflesso di quell’unico, vero attimo di puro amore.
Una fredda mattina, il buio di una stanza timidamente riscaldato da una tazza di latte fumante. E nessun altro a guardarmi negli occhi. Brrr, che freddo.